COSA VORREBBE ESSERE QUESTA GUIDA

Di mostrare, soprattutto ai neofiti vogliosi di cimentarsi, quali siano gli accorgimenti pratico/tecnici da adottare per affrontare la guida in fuoristrada senza rischi per sè e per gli altri, senza rovinare la propria vettura e l'ambiente in cui si pratica off road. Ai più esperti i paragrafi che seguono sembreranno scontati anche se, a volte, qualcosa lo si può sempre dimenticare.

LE CARATTERISTICHE DELLA FUORISTRADA

Cosa distingue la fuoristrada dalle normali vetture?
- Trazione sulle 4 ruote
- Altezza da terra maggiorata
- Presenza di un riduttore o ripartitore
- Angoli di attacco, dosso e uscita favorevoli
- Capacità di guado
Le auto fuoristrada, oltre ad avere una struttura più solida e sovradimensionata rispetto alle altre vetture, hanno le importanti caratteristiche di cui sopra che ne garantiscono la motricità anche nelle condizioni più difficili. Ognuna di queste caratteristiche è a suo modo importante e fondamentale per ottenere la mobilità necessaria nelle diverse situazioni.

LA GUIDA IN FUORISTRADA CON DIVERSI TIPI DI FONDO

STERRATO

La strada sterrata è il trampolino di lancio verso il fuoristrada, 6egrave il primo approccio alla assenza di asfalto che ricorda quanto possa essere bello non essere in autostrada durante i week end ma in luoghi dove "ci si arriva anche con la Punto ma con la fuoristrada è tutta un'altra cosa", e che ci fa capire quanto l'asfalto sia, a volte, più una privazione che una conquista.

La guida su fondo sterrato prevede comunque l'utilizzo della trazione sulle 4 ruote, non sono rari i casi in cui, sottovalutando la strada bianca, anche piloti di un certo livello siano finiti fuori per non avere usato le quattro ruote motrici e per avere, forse, avuto il piede un po' pesante. E' un fondo che predispone istintivamente alla velocità e per questo motivo va affrontato con le dovute cautele. Per guidare sui fondi sterrati non è generalmente necessario utilizzare le marce ridotte.

Su questi fondi è necessario gestire l'acceleratore e il freno con una certa dolcezza per non creare buche e solchi che, con la prima pioggia abbondante, possono diventare vere voragini. Il regime di giri dovrà essere abbastanza alto, prossimo alla coppia in modo da permettere, levando il piede, un buon freno a motore e accelerando una buona gestione del veicolo. E' sconsigliabile lanciare la vettura con marce alte e a regime basso, condizione nella quale non si ha il pieno controllo del mezzo.

Nella preparazione del mezzo è buona norma sgonfiare leggermente le gomme per far si che parte delle asprità della strada vengano assorbite dalle stesse alleggerendo il lavoro delle sospensioni. Pneumatici troppo stradali non sono l'ideale per la guida su sterrato perchè pattinano molto rendendo la guida più difficoltosa e meno sincera; una tassellatura intermedia, non troppo accnetuata è l'ideale.

Nella guida in colonna è bene pensare al mantenimento di una certa distanza dal veicolo che precede per evitare che eventuali sassi lanciati dalle gomme danneggino il nostro mezzo e per garantirci una buona visuale evitando la polvere sollevata.

FANGO

Il fango suscita nel fuoristradista istinti celati e selvaggi, la sfida con questo elemento è ciò che generalmente più affascina sia il neofita che la vecchia volpe. La guida nel fango, oltre a richiedere una certa dose di destrezza nel controllo del mezzo, richiede un buon feeling con la propria 4x4 e una buona tecnica. Innanzitutto va specificato che il fango non è tutto uguale, la differente densità data dalla quantità di acqua e la sua profondità creano situazioni nettamente differenti che vanno affrontate sempre in modo diverso. Quello che possiamo indicare in queste poche pagine sono le condizioni standard di approccio che non potranno comunque mai rimpiazzare l'esperienza fatta sul campo.

Nel fango la 4x4 avanza senza sensibili problemi fino a quando non spancia, cioè fino a che gli organi di trasmissione e il telaio restano staccati da terra. La fangaia va affrontata con relativa lentezza e determinazione, il riduttore sarà inserito e la marcia utilizzata dovrà essere sufficientemente alta per far avanzare la 4x4 senza però scavare.
Una velocità eccessiva ci lascerebbe nel mezzo della fangaia senza darci la possibilità di effettuare manovre di rientro in caso di piantata: bisogna tenere presente che man mano che avanziamo nel fango ci creiamo la strada per la quale siamo sicuri di poter transitare; nel caso la fangaia diventasse più profonda del previsto e la macchina tentasse di spanciare avremo sempre la possibilità di divincolarci con una manovra in retromarcia.

Nel fango il pneumatico non deve galleggiare, anzi deve poter affondare fino a trovare la consistenza utile al movimento della fuoristrada, è per questo motivo che sono consigliabili gomme alte e strette con una buona tassellatura piuttosto che larghe che, sebbene con una tassellatura pronunciata, hanno difficoltà a evacuare la mota tra i tasselli trasformandosi più facilmente in ruote di terra completamente lisce.

Nel fango sono da evitare le manovre strette e le fermate inutili durante l'attraversamento, poichè tali manovre andrebbero a scavarci la fossa; inoltre la gestione dello sterzo va molto ben dosata perchè, soprattutto in presenza di solchi e visto il poco attriro esercitato dalle ruote, rischiamo di trovarci a ruote girate anche dopo aver superato la fangaia, cosa che recuperando improvvisamente l'aderenza, ci porterebbe a sterzate improvvise.

La fuoristrada va gestita nel modo più dolce possibile, anticipando le curve in funzione dell'aderenza, il motore va tenuto a un regime tale da permetterci l'eventuale accelerata che, liberando per forza centrifuga le gomme dal fango, ci fa recuperare l'aderenza perduta; è sconsigliabile cambiare marcia durante l'attraversamento e le ruote vanno tenute a una pressione di circa 0,5 bar sotto la nominale, la qual cosa permette alle stesse di meglio aggrapparsi al fondo e di deformarsi durante il rotolamento quel tanto da scrollarsi di dosso il fango rimasto tra i tasselli

SABBIA

La sabbia è un po' la chimera di ogni fuoritradista tanto è desideroso il neofita di affrontarla tanto la ama/odia chi la conosce bene. La guida sulla sabbia richiede l'attenzione di rimanere sempre col motore in tiro, la velocità sarà tale da garantire il galleggiamento della 4x4, la marcia dovrà necessariamente essere lunga e le manovre di partenza e arresto particolarmente dolci. Per fermarsi &egarve praticamente inutile utilizzare il freno perchè il peso stesso della vettura in decelerazione la arresta in spazi brevi.
La manovra di partenza su sabbia va effetuutata, come per la neve, utilizzando la marcia più lunga che la situazione ci consente: scaricando troppa potenza a terra con una marcia corta rischieremmo di scavare una buca sotto ogni ruota assicurandoci ore di lavoro di pala e piastre per liberarci. Avendo la possibilità di farlo è buona norma fermarci in discesa in modo che il peso stesso della macchina ci aiuti a svincolarla.

le ruote, oltre ad avere una tassellatura meno pronunciata possibile, dovranno essere tenute ad una pressione molto bassa (1 bar sotto la pressione nominale), la qual cosa andrà ad aumentare la superficie di appoggio a terra distribuendo il peso della 4x4.

Nella marcia su sabbia è consigliabile non seguire i solchi della auto che ci hanno preceduto ma trovare una via parallela e liscia ci garantirà un galleggiamento migliore e una guida più dolce.

E' molto importante fare attenzione alle asprità naturali del terreno, soprattutto in fuoripista dove ruscelli in secca (oued) e rocce semi affioranti sono sempre in agguato: saltare un torrente in secca perchè non si è riusciti a frenare in tempo o scontrarsi con la roccia con le gomme sgonfie provocano danni ingenti.

Sulla sabbia è molto facile piantarsi soprattutto negli scollinamenti delle dune dove si lascia il gas per paura di fare il salto nel vuoto e nei punti dove la sabbia è più fine e la nostra velocità di galleggiamento diventa insuffciciente.

Le curve sulla sabbia dovranno essere ampie e continue in modo da evitare che le ruote vadano a scavare troppo; le asprità cume dune a avvallamenti sono, nei limiti del possibile, da aggirare poichè qualsiasi manovra che interrompa la nostra velocità ideale può comportare un insabbiamneto.
Nel caso fosse necessario affrontare una duna, sarà opportuno scegliere con cura la marcia con cui si sale che dovrà garantirci la potenza necessaria ad arrivare in cima, un cambio marcia durante una salita comporterebbe sicuramente un arresto

La velocità di salita, oltre a garantirci il galleggiamento, dovrà essere raggiunta con una rincorsa sufficiente per permettere alla 4x4 di non arrampicare troppo per raggiungere la vetta. Dovremo farci aiutare dall'inerzia il più possibile per evitare che le ruote si mettano a scavare durante la salita.

Nel caso si avvertisse che la fuoristrada cerchi di fermarsi, è opportuno assecondare la fermata senza affondare e non insistere a voler salire. Questa manovra ci permetterà di rimanere a galla e, usando la retromarcia con la massima dolcezza, di ritentare la salita con una ricorsa maggiore.

Nel caso che, nonostante tutti gli accorgimenti, siamo rimasti insabbiati dovremo, con buona volontà, liberare la 4x4 dalla morsa della sabbia. A tal fine diventa indispensabile l'utilizzo di una binda, della pala e delle piastre da sabbia sulle quali fare appoggiare le ruote dopo averle liberate per guadagnare la necessaia aderenza.

ROCCIA

La roccia va sempre affrontata con estrema cautela, urti e decisione azzardate nell'affrontare gli ostacoli possono creare danni parecchio costosi.

La guida su roccia dovrà necessariamente essere di tipo trialistico, perfettamente in aderenza badando bene a dove si vanno a appoggiare le ruote. La pressione dei pneumatici andrà tenuta sufficientemente sotto al nominale per consentire alla gomma di agguantare la roccia senza però danneggiarsi pizzicandosi con il cerchione. La trazione sarà sulle 4 ruote con le ridotte iserite e la velocità dovrà essere adeguata al percorso.
La guida su roccia appaga molto nel momento in cui la fuoristrada riesce a dimostrare le sue inaspettate doti di arrampicatrice.

Il nemico principale della guida su roccia è l'acqua, sia derivante dalla pioggia sia quella trascinata sull'ostacolo da un eventuale guado precedente. La roccia bagnata fa perdere alla nostra 4x4 tutte le doti di prensilità di cui abbiamo bisogno. In questo caso solo se la situazione lo pemette, è il caso di aggiungere un po' di abbrivio al nostro attacco all'ostacolo.

NEVE

La guida su neve non differisce molto da quella su sabbia, è necesario utlizzare la trazione sulle 4 ruote, il riduttore è da escludere preferendo le marce lunghe e la dolcezza in ogni manovra. Nell'affrontare la neve è fondamentale avere la gommatura giusta, ruote troppo tassellate o troppo stradali non garantiscono un grip adeguato

L'aderenza sulla neve è data dalla neve stessa che, infilandosi tra i tasselli durante il calpestio della ruota e compattandosi, si fa da aggancio tra la ruota e le neve sottostante permettendoci di avanzare. Durante il rotolamento la gomma adeguatasi svuota lasciando la propria impronta nitida al suolo e rimanendo pulita. La gomma da neve è molto frazionata in tasselli non troppo alti e molto numerosi con intagli trsversali al senso di marcia. Questa conformazione garantisce numerosi punti di aggancio atti a garantire la trazione e la direzionalità.
Una guida troppo aggressiva nella neve porta alla inefficienza di questo mecanismo con conseguente perdita del controllo della vettura.

La perdita di trazione nella neve è generalmente dovuta ad eccessivo dosaggio del gas, soprattutto in curva, mentre la macchina avanza dritta con le ruote sterzate; in questi casi sarà sufficiente alzare il piede dall'acceleratore permettendo alle ruote di girare alla stessa volocità della fuoristrada per recuperare immediatamente il controllo. La stessa cosa vale per il freno: l'ultima cosa da fare sulla neve è frenare.
La macchina va gestita utilizzando al meglio il cambio e dosando in modo appropiato l'acceleratore. Partenze e arresti dovranno essere il più dolci possibile con l'utilizzo della marcia più lunga possibile per la partenza e del freno a motore per gli arresti.

La salita innevata va affrontata con dolcezza e con la giusta ricorsa. Fare slittare le 4 ruote oltre che essere inutile può far perdere il controllo del veicolo.

La discesa innevata se presa con leggerezza può essere molto pericolosa. La discesa va affrontata senza utilizzare i freni ma affidandosi esclusivamente al freno motore. Una volta innestata la prima marcia e imboccata la discesa bisogna stare pronti a intervenire sull'acceleratore nel caso le ruote girino troppo lentamente rispetto alla velocità acquisita dalla macchina a causa del proprio peso. Le ruote devono sempre viaggiare compatibilmente con la velocità della macchina. Se la 4x4 tende a slittare lungo il pendio dovremo accelerare quel tanto da ridare la trazione alle ruote riguadagnando il controllo.

L'altezza della neve non è generalmente un problema a meno che non sia tale da fare spanciare la fuoristrada. Per una maggiore trazione dei pneumatici è da preferire una traiettoria vergine piuttosto che la neve calpestata e compattata da altri veicolo che ormai è diventata un fondo ghiacciato.

LE DIFFICOLTA' TIPICHE DEL FUORISTRA E MANOVRE DI RECUPERO

SALITA

A seconda del tipo di fondo la salita può essere o meno affrontata in aderenza, cosa che è sempre preferibile alla slancio per il mantenimento del massimo controllo della 4x4.

Sarà opportuno, controllando la pendenza, decidere la marcia (ridotta o meno) più adeguata che ci permetta di completare l'ascesa in un'unica soluzione senza dover cambiare rapporto interrompendo la progressività della manovra.
Nel caso non riuscissimo a raggiungere la fine della salita a causa di perdita di aderenza o per un errore nel valutare la giusta rapportatura dovremo fermarci, innestare la retro e lasciare che sia il freno motore a ricondurci in basso. Mai affidarsi ai freni per ridiscendere perchè c'è il rischi di perdere il controllo del mezzo.

Se durante la salita il motore si spegne a causa della marcia errata sarà necessario innestare la retro lasciando il motore spento e, senza premere la frizione, riaccendere con la chiave il motore permettendo alla macchina di muoversi verso il basso senza alcuna perdita di aderenza.

La salita va sempre affrontata sulla linea di massima pendenza puntando le ruote direzionali verso il culmine. Una deviazione potrebbe portare la fuoristrda sul lato facendola ribaltare.

DISCESA

La discesa su fondo a scarsa aderenza è spesso la cosa che più impensiersce il fuoristradista. Il pensiero del cappottamento è sempre presente e spesso l'indecisione porta a fare degli errori.
La cosa da non fare mai durante una discesa, anche se sembra un controsenso, è frenare. Il bloccaggio delle ruote trasformerebbe la 4x4 in una perfetta slitta lanciata senza controllo verso il fondo della discesa.

Quando si affronta una discesa è bene valutare di innsestare una marcia sufficientemente lunga a garanzia che non si blocchino le ruote e il motore deve rimanere a un regime prossimo alla coppia in modo da avere una pronta risposta in caso sia necessario accelerare per riprendere il controllo.

Il momento più critico nell'affrontare una discesa è l'ingresso. Se questo è molto brusco sarà opportuno approcciarsi con la dovuta lentezza perchè, mentre l'asse anteriore si indirizzerà subito verso il basso a causa del peso del motore, l'asse posteriore potrebbe saltare a causa della velocità eccessiva portando la fuoristrada oltre la verticale causandone il ribaltamento.
Approcciando quindi molto lentamente la discesa bisognerà, una volta portate tutte e 4 le ruote fuori dal bordo del piano di partenza, accelerare progressivamente, assecondando la forza peso mantenendo aderenza e controlo della 4x4.
Altra cosa da non fare in discesa, come per la salita, è sterzare mettendo la 4x4 in laterale in quanto su pendenze molto accentuate potrebbe provocare un ribaltamento.

PENDENZA LATERALE

La pendenza laterale va affrontata avendo cura di scegliere bene la traiettoria e di mantenrla durante il passaggio. Appena sarà possibile farlo bisognerà sterzare a valle per attenuare l'inclinazione della 4x4. Mai sterzare a monte inclinando il veicolo ulterioremente.
Le fuoristrada hanno tutte un'altezza ragguardevole e il baricentro spostato verso l'alto quindi la pendenza laterale è sempre da affrontare con la massima cautela

E' importante tenere presente che il carico della vettura e l'equipaggiamento eventualmente trasportato sul portapacchi fanno variare notevolmente la risposta del veicolo alla pendenza laterale. Passaggi effettuatio in tranquillità a vuoto possono far rischiare il ribaltamento a pieno carico.

DOSSO E BUCA

La possibilità di passaggio su di un dosso o dentro una buca sono strettamente legati alle caratteristiche della fuoristrada che si sta adoperando. Il passo lungo o corto della macchina, l'angolo di dosso dato dalla sua altezza da terra e gli angoli di attacco e uscita sono limiti fisici che possono garantirci o meno il superamento dell'ostacolo.

E' sempre opportuno verificare a piedi il dosso che si sta per affrontare. Una buca improvvisa o un masso oltre lo scollinamento potrebbero danneggiare la nostra fuoristra o, nella migliore delle ipotesi, provocare una piantata e costringerci a tutte le manovre di recupero.

Se durante il dosso la macchina spancia sarà opportuno aver valutato i danni che la nostra manovra può provocare sotto al veicolo. Avendone la possibilità il dosso potrà essere affrontato leggermente in obliquo; ciò permetterà alla macchina, sfruttando l'escursione delle ruote, di accorciare il proprio passo e garantirci l'attraversamento.

Anche per le buche vale lo stesso discorso, soprattutto se questo sono tali da imprigionare le ruote anteriori. Indicativamente valgono i limti fisici della macchina, se il muso non si punta all'interno della buca e se dietro non si appoggia in fase di uscita, non ci sono problemi.

GRADINO

Per gradini non si indendono gli scalini antistanti la chiesa, bensì quei dislivelli che portano da un livello a un altro in modo netto.
Il gradino non va affrontato di petto con entrambe le ruote anteriore ma va salito una ruota alla volta. Posizionandoci diagonalmente rispetto al gradino andremo ad appoggiare una delle ruote anteriore allo stesso e, in prima ridotta dosando bene il gas, porteremo la prima ruota a salire. La manovra è garantita dalle altre tre ruote che poggiano a terra.
Passata la prima ruota le altre verranno su da sole una alla volta assicurandoci una altezza da terra sempre sufficiente a non toccare sotto.

E' importante impostare bene la diagonale di attacco in modo che la seconda e la terza ruota non arrivino contemporaneamente al gradino ma sempre una alla volta.

E' bene non affrontare gradini che abbiano un'altezza superiore a metà della ruota. Il tentativo di superare un'altezza oltre al fulcro di rotolamento porterebbe la meccanica a sforzi inutili. Alti gradini possono essere affrontati solo se permettono alla ruota in attacco una trazione sufficiente per arrampicarsi guadagnando una direzione verso la quale indirizzare tutta la spinta delle altre tre ruote.

SOLCHI TRASVERSALI

Durante le escursioni in fuoristrada è facilissimo imbattersi in solchi trasversali. Questi possono essere stati lasciati dal transito di mezzi agricoli oppure a causa dell'erosione dell'acqua.
Affrontare trasversalmente un solco è piuttosto semplice se si ha la possibilità di attacarlo diagonalmente. Le ruote lo attraverseranno una alla volta senza particolari problemi poichè la trazione sarà comunque garantita dalle altre tre ruote a terra. Da evitare è sempre l'approccio frontale; avere un intero ponte imprigionato porta alla immobilità assoluta. Nel caso dovesse succedere la cosa più immediata è quella di farsi trainare con una cinghia da un'altra macchina. Se ciò non fosse possibile l'unica soluzione è quella di scavare dietro alle ruote creando una sorta di salita per mezzo della quale ritornare sul piano e riaffrontare il solco con la giusta diagonale.

GUADO

Il guado è una delle più spettecolari esperienze che il fuoristrada permette; proprio per questo motivo è anche una delle più delicate ed è necessario rispettare alcune regole fondamentali:

ispezione
Il guado va sempre ispezionato a piedi prima di entrare con la propria 4x4. Tale operazione è ovviamente necessaria dove non sia palese la situazione del fondo dello stesso. Durante l'ispezione sarà indispensabile stabilire il punto di entrata del guado, i punti pericolosi da evitare tipo buche o fondo cedevole e il punto di uscita. Ovviamente sarà opportuno verificare la profondità dell'acqua per assicurarsi che la nostra 4x4 sia in grado di affrontare il passaggio.

Motore freddo
Prima di affrontare un guado la fuoristrada va lasciata riposare col motore spento per non sottoporre il blocco motore a uno sbalzo termico tale da creare cricche o rotture.

Diagonale
Il guado va sempre affrontato in diagonale assecondando la corrente. La massa d'acqua davanti al muso della fuoristrada oppone già molta resistenza. Una marcia in controcorrente potrebbe creare uno sforzo tale da bloccarci nel mezzo del fiume facendoci perdere la poca aderenza che offre normalmente il fondo.

A monte dei massi
In presenza di grossi massi sul fondo è sempre bene studiare una traiettoria che passi a monte di questi poichè la corrente, accumulando detriti contro gli stessi, compatta il fondo creando buche e fondo smosso verso valle.

Meglio l'acqua bassa
Nonostante il superamento di un guado profondo sia fonte di grande soddisfazione, è sempre meglio, scegliere una traiettoria che preveda il passaggio nella parte di attraversamento dove l'acqua è più bassa. A tal fine è bene ricordare che l'acqua liscia e scura indica una profondità maggiore rispetto a una superficie increspata e chiara dove la corrente, subendo gli influssi dei sassi sul fondo, deforma la superficie permettendoci di individuare la traiettroia più sicura. è indice di profondità dell'acqua anche la riva molto in pendenza e la larghezza del fiume. A parità di portata d'acqua il fiume sarà sempre meno profondo dove le rive sono pi&ugrabe distanti tra loro.

Regole di sicurezza
Quando si affronta un guado profondo è bene preparare alcuni accorgimenti che ci permettano di non avere la peggio nel caso la 4x4 vada a sprofondare in qualche buca sul fondo.
Per prima cosa bisognerà assicurare posteriormente la fuoristrada a una cinghia abbastanza lunga da coprire l'intero attraversamento, tenere rigorosamente i finestrini aperti come via di fuga e le cinture slacciate. Tali accorgimenti ci permetteranno di metterci in salvo nel caso la fuoristrada venga travolta dalla corrente e di recuperarla con l'aiuto dei veicoli dei nostri compagni di avventura.

IL NAVIGATORE

Il ruolo del navigatore è fondamentale in fuoristrada, sarà egli che nei passaggi più difficili guiderà il pilota da terra usando segni convenzionali per indicare la miglior traiettoria dove appoggiare le ruote, facendo all'occorrenza da contrappeso nei passaggi in laterale.

I TRUCCHI DEL MESTIERE

L'abbrivio
Quando la situazione lo permette per affrontare una salita particoalrmete difficile, si potrà prendere una rincorsa tale da consentire alla 4x4 di arrampicarsi sfruttando l'inerzia acquisita con meno sforzo per il motore e senza il rischio di scavare mentre si scarica la potenza a terra.
L'abbrivio può essere usato anche nelle situazione che richiedono la spintarella, l'importante è dosare correttamente il gas in modo da garantirci la buona riuscita del passaggio. La rincorsa può rivelarsi dannosa sia nel caso risulti insufficiente. per esempio lanciandoci in una fangaia senza consentirci di uscirne e facendoci superare il punto di non ritorno, sia se è troppo forte facendo saltare la 4x4 in uscita di salita con possibili danneggiamenti.

La remata
Durante la guida in fuoristrada ci si trova spesso su fondo a scarsa aderenza. Nel momento in cui le ruote non riescono a far avanzare la 4x4 slittando al suolo, è possibile tentare di remare girando il volante a destra e a sinistra velocemente andando a cercare la trazione accanto alle nostrre tracce. Questa manova permetterà alla fuoristrada di scomporsi quel tanto che basta a sfuggire dalla piantata. La remata può essere effettuata con qualsiasi tipo di fondo tranne la sabbia dove ci aiuterebbe soltatno a insabbiarci più in profondità.

La telegrafata
Questa manova altro non è che una serie ripetuta di accelerazioni fatte al fine di svuotare le gomme dal fango accumulato che compattandosi tra i tasselli ha reso inutilizzabili le scolpiture. Le ruote acquisteranno velocità durante lo slittamento e si svuoteranno dal fango grazie alla forza centrifuga. Questa manovra è utile solo nei casi in cui le condizioni del fondo siano tali da riempire le ruote. Su ghiaia e sterrato la telegrafata può far schizzare sassi ovunque e diventare pericolosa.

Il doppio pedale
Dopo aver acquisito una buona esperienza sarà possibile affrontare discese sempre più ripide avvalendosi anche delle manovra del doppio pedale: durante una ripida discesa su fondo a scarsa aderenza l'uso di una marcia più alta della prima ridotta può rivelarsi pericoloso a causa della troppa velocità che la 4x4 acquista lungo il pendio. A questo punto si può, utilizzando la prima ridotta, evitare che le ruote slittino mantenendo un piede a dosare l'acceleratore e aiutare il freno a motore agendo con l'altro piede sul freno. Questa manovra richiede molta sensibilità e molta pratica.

La retro lunga
Spesso durante una piantata in condizioni di scarsa aderenza siamo tentati di darci dentro col gas andando avanti e in dietro cercando di recuperare la velocità necessaria a fuoriuscire dalla situazione. Così facendo possiamo però peggiorare la nostra situazione perchè le ruote scaricano a terra repentinamente molta potenza asportando da sotto quel poco di fondo che ci serve. Per evitare ciò è sempre possibile provare a escludere il riduttore e utilizzare le marce lunghe. La marcia lunga, scaricando a terra la potenza in modo più dosato, evita che le ruote slittino inutilmente e, guadagnato qualche metro di mobilità, ci consente una ripartenza più leggera e il ritorno al fondo compatto.




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